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21 settembre 2026

Scuola, scade oggi il termine per la polizza sanitaria gratuita

Scuola, scade oggi il termine per la polizza sanitaria gratuita
Ultimo giorno per aderire alla copertura assicurativa integrativa per 1,2 milioni di lavoratori. Polemiche sui fondi sottratti agli stipendi.
La notizia

Oggi, 20 settembre 2026, è l'ultimo giorno utile per il personale scolastico italiano per aderire alla polizza sanitaria integrativa collettiva e gratuita. L'iniziativa, definita dal ministro Giuseppe Valditara un "traguardo storico", coinvolge docenti, personale ATA, dirigenti e dipendenti del Ministero dell'Istruzione e del Merito, per un totale di oltre 1,2 milioni di lavoratori.

La polizza, gestita da UniSalute in coassicurazione con Poste Assicura e Intesa Sanpaolo Protezione, entrerà in vigore il 30 settembre. L'adesione è volontaria ma, una volta confermata sul portale ministeriale, diventa definitiva e irrevocabile. Il servizio non prevede trattenute in busta paga e copre anche patologie preesistenti, con un massimale annuo di 600.000 euro a persona.

Tuttavia, il provvedimento ha spaccato il mondo della scuola. Mentre il ministero e i sindacati firmatari difendono l'operazione come un rafforzamento del welfare, sindacati di base e confederali dissidenti denunciano che i 320 milioni di euro stanziati sottraggono risorse che avrebbero potuto alimentare la contrattazione collettiva e aumentare i salari del personale.


Il contesto

L'origine della polizza sanitaria per i lavoratori della scuola risale al 29 dicembre 2025, quando è stato sottoscritto il Contratto collettivo nazionale integrativo (CCNI) del comparto Istruzione e Ricerca. Questo accordo ha gettato le basi per una copertura sanitaria integrativa finanziata con stanziamenti statali ed economie di bilancio, per un importo complessivo di circa 320 milioni di euro.

La procedura di gara è stata gestita da Consip, la centrale acquisti della Pubblica amministrazione, ed è stata aggiudicata a una coassicurazione formata da UniSalute (gruppo Unipol), Intesa Sanpaolo Protezione e Poste Assicura. Il dibattito nasce dalla destinazione di queste risorse: da un lato il ministero le presenta come un'innovazione di welfare, dall'altro i sindacati dissidenti le considerano un dirottamento di fondi che avrebbero dovuto rimpinguare i magri stipendi della scuola statale.

La polemica ha diviso il fronte sindacale: la Flc Cgil si è rifiutata di sottoscrivere l'accordo, sostenendo che "sulla polizza sanitaria il ministero fa il gioco delle tre carte", mentre altri come Usb Scuola denunciano una legittimazione della privatizzazione della salute. Il conflitto si sposta ora sul piano politico, con interrogazioni parlamentari e pressioni per reindirizzare le risorse sul prossimo rinnovo contrattuale.

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